Chiesa Parrocchiale di San Paolo

La Chiesa Parrocchiale di San Paolo Apostolo, consacrata nel 1862, è un edificio a navata unica con affreschi dedicati alla vita del santo

© Comune di Monte Marenzo - Licenza sconosciuta

Descrizione

Chiesa

Appartenente anticamente alla pieve di Brivio, la chiesa è ricordata in un atto del 1187; era provvista di cappellania nel 1398 divenuta in seguito parrocchiale insieme con S. Michele di Torre de' Busi. Nel 1435 ebbe titolo a sé e nel 1452 ne fu staccato San Gregorio. Venne allora ricostruita e consacrata nel 1494: aveva conformazione a capanna con arconi traversi, soffittatura e diversi altari. Il campanile a sud pare corrispondere all'attuale, poi sopralzato. Resti della vecchia chiesa si vedono verso oriente, inglobati nella ricostruzione dell'intero vano (avviata prima del 1776 su disegno di Romano Terzi di Ponte San Pietro), nelle forme del tardo barocchetto: due campatelle raccordate allo spazio della tazza centrale, presbiterio coperto da tazza ovoidale e coro semicircolare. Numerosi lavori dovevano proseguire e la data 1816 compare sul grazioso portico laterale; lesene, capitelli e cornici sembrano di gusto ottocentesco e al 1830 appartiene l'altar maggiore disegnato da Antonio Finazzi; il paliotto a medaglia marmorea è di Francesco Monti. Caratteristica della chiesa risulta la facciata dal coronamento mistilineo a vento e dal portico a serliana, dove si apre il portale rifatto nel 1850. Gli sfondi laterali hanno l'altare con la Statua della Madonna del Rosario scolpita da Luigi Carrara nel 1880 in sostituzione della bella Pala dell'Addolorata collocata nell'oratorietto corrispondente al vano della cosiddetta "Cappella dei morti", la quale ha resti di decorazione esterna settecentesca. L'altare di San Carlo e del Crocifisso contiene un'altra pala del Settecento che mostra anche San Gerolamo con gli orfani. Di notevole interesse un quadro centinato di pieno Cinquecento con la Vergine, il Bambino e San Giovannino, mentre a Enea Salmeggia, detto il Talpino, si assegna la Tela del Rosario con i santi Bernardo, Domenico, Pietro martire e Margherita composti intorno a un piacevole brano di paesaggio; ricordando la data 1616 presente sulla sacrestia e l'esistenza di una cappella alla Vergine e Pietro martire datata nel 1596 dai Ginammi, la tela doveva essere la competente pala e risalire a quel tempo. La controfacciata reca fra stucchi una tela con l'Adorazione dei Magi, di impronta bassanesca, ma già data a Federico Ferrario, che invece compose i dipinti delle tazze, cioè la Predicazione di Paolo in Atene e la Gloria del patrono: questi e altri dipinti, peraltro molto danneggiati da infiltrazioni, vennero nel 1925 ampiamente rinnovati da Romeo Bonomelli. Le interessanti scene ai lati del presbiterio, Conversione e Martirio di Paolo, sono articolate e patetiche tele di Francesco Capella, del 1774-76 circa; resti dell'arredo del tempo anche due confessionali intagliati.
Altri lavori lignei risultano di maestri locali, in particolare gli stalli del coro di Pietro Fontana del 1909 e la cantoria per l'organo Bossi del 1816, lavorata da Emesto Fontana nel 1921; il curioso piccolo pulpito fu scolpito finemente nel 1927 da Alessandro Gritti. Di Vittorio Mannini i singolari quadretti ricurvi posti sotto due statue di Sant'Antonio e San Paolo, forse antiche. Nel campanile si trova il Concerto delle cinque campane in Re, la cui prima fusione risale al 1894, vennero rifuse, dopo la donazione bellica, nel 1951. L'armonica costruzione è conclusa posteriormente da un corpo di interpretazione classica eretto per sacrestia e sepolcro nel 1911. La piazza dominante il paese con vecchi cipressi segna il camposanto di un tempo con la colonna settecentesca di arenaria su basamento lavorato.

Modalità di accesso

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Indirizzo

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