Descrizione
Si credeva nel secolo passato che questa chiesetta fosse la più antica parrocchiale. La Parrocchia invece, almeno dalla metà del duecento, era posta in San Paolo; però è probabile che questa di Sant' Alessandro fosse la prima delle fondazioni religiose del paese: ed è senz'altro molto antica, perché nel 1135 già esisteva in mezzo a campi di proprietà sia del monastero di Pontida, sia dei nobili di Villa d'Adda. La chiesa è dedicata, contrariamente a quanto si crede, non a Sant' Alessandro martire patrono di Bergamo, ma a Sant' Alessandro I papa e martire, romano, che nel 105 divenne il quinto successore di Pietro. Morì nel 115 e la tradizione lo vuole martire. Viene festeggiato il 3 di maggio. Nella stessa data, a Monte Marenzo veniva festeggiata la ricorrenza del "ritrovamento della croce". Oggi la chiesa si vede nella sua forma ottocentesca, probabilmente del 1836, data che si legge sulla campanella della torre, anche se venne probabilmente ingrandita nei restauri del 1858-1860. Neoclassica è infatti la facciata molto semplice, come pure l'interno formato da una tazza circolare sorretta da pilastri; ottocentesco è anche il dipinto del presbiterio dove il pittore Scuri ha rappresentato la Vergine in trono con vari santi, tra cui l'effigie di un Papa, che supponiamo sia sant'Alessandro.
La chiesa però mostra anche i segni di precedenti lavori, per esempio nel vano laterale o sacristia secentesca, in resti di portali e finestre nel presbiterio, e nel portale d'ingresso in arenaria, che certamente appartiene ai primi decenni del Seicento, anche se modificato in seguito. Sappiamo che nel 1640 la chiesetta era stata restaurata, utilizzando i beni che erano stati lasciati dai fratelli Antonio, Giovanni Battista e Gerolamo Cattaneo di Turni, che erano figli di Andrea e che nel 1630, in occasione della grande peste, avevano fatto voto di sistemare l'edificio a memoria del loro nonno Alessandro; fu forse anche innalzato un campanile e lavori di intonacatura erano stati fatti poco prima del 1742. La chiesa infatti, prima del 1630, era in cattive condizioni e perciò non vi si poteva celebrare. Nel 1566 S. Carlo la trovò aperta e senza messe; ancora nel 1610 il piccolo ambiente all'incirca quadrato di 14 cubiti per lato (metri 6 circa) non aveva campanile, le porte restavano spalancate, e serviva ai contadini per riporvi le messi, anche se la cappella maggiore era stata da poco rintonacata. La descrizione d'allora ne conferma l'antichità sia per l'irregolarità del fabbricato, che per le vecchie figure di santi che apparivano qua e là, e per il disastrato tetto di legno con piode; era pure circondata da un vecchio cimitero con varie piante di gelsi. Fra le figure di santi, che sono affrescate dietro l'altare, si osservano quelle rispondenti ai nomi di battesimo dei Cattaneo sopra ricordati.